Tabella comparativa completa: PMA in Europa – Costi, leggi e accesso
La procreazione medicalmente assistita è una soluzione fondamentale per migliaia di coppie europee che affrontano problemi di fertilità.
Le regole per accedere alla PMA cambiano molto da paese a paese. Ci sono grosse differenze nei costi, nei limiti di età e nei criteri di ammissibilità.
Alcuni paesi, come la Spagna, permettono l’accesso a tutte le donne fin dal 1977. Altri invece mantengono restrizioni più rigide.
In Europa nel 2015 sono nati 157.500 bambini attraverso la PMA.
Tuttavia, le possibilità di accesso dipendono dal paese di residenza.
Diciassette paesi limitano l’accesso alle tecniche di PMA in base all’età delle donne.
I limiti vanno da 40 anni in Finlandia e Olanda, fino a 50 anni in Spagna e Grecia.
La situazione della PMA nei 43 paesi europei dimostra quanto questo diritto sia ancora costoso e complicato da ottenere.
Questa guida vuole offrire una panoramica sulle leggi, i costi dei trattamenti, i rimborsi disponibili e i requisiti specifici per ogni paese europeo.
Tabella comparativa: Costi, leggi e accesso alla PMA nei paesi europei
Le normative sulla procreazione medicalmente assistita variano parecchio tra i paesi europei.
I costi, i requisiti di accesso e le tecniche permesse cambiano spesso anche tra stati vicini.
Alcuni offrono la PMA gratuita o rimborsata dal sistema sanitario pubblico.
Altri invece chiedono il pagamento completo delle procedure.
Costi dei trattamenti PMA paese per paese
I costi dei trattamenti di fecondazione assistita cambiano molto in Europa.
In Italia, dal 1° gennaio 2025, la PMA è entrata nei Livelli essenziali di assistenza.
Questo rende i cicli di PMA accessibili a costi ridotti per tutte le coppie italiane.
La FIVET e l’ICSI sono i trattamenti più costosi.
I prezzi vanno da 3.000 a 8.000 euro per ciclo nei centri privati.
La IUI costa meno, tra 500 e 1.500 euro a tentativo.
In Spagna, dove la PMA è attiva da oltre 40 anni, i centri privati chiedono tra 4.000 e 6.000 euro per la fecondazione in vitro.
Nel Regno Unito, il sistema sanitario nazionale copre alcuni cicli di trattamento. Però, i tempi di attesa possono diventare davvero lunghi.
Normative e limiti di età nei diversi stati
Le leggi sulla PMA sono molto diverse tra gli stati membri.
In Svezia, Regno Unito e Belgio, si può utilizzare e creare embrioni umani anche a scopo di ricerca scientifica.
Questi paesi hanno le normative più permissive.
I limiti di età per accedere alla PMA cambiano parecchio.
La maggior parte dei paesi fissa il limite massimo tra 40 e 43 anni per le donne.
Alcuni non impongono restrizioni specifiche.
In Italia, la legge 40/2004 sulla procreazione medicalmente assistita propone un quadro normativo più restrittivo rispetto ad altri paesi europei.
Puoi esplorare le possibilità di accesso alla PMA nei diversi paesi europei in base all’età della donna, alla condizione familiare e all’orientamento sessuale.
Queste variabili decidono chi può accedere ai trattamenti di fecondazione assistita in ciascun paese.
Accesso a PMA pubblica, privata e rimborsata
La distinzione tra centri pubblici e privati incide parecchio su costi e tempi di attesa.
Nel 2015 in Europa 157.500 bambini sono nati da una PMA.
L’accesso alla PMA nei LEA cambia da sistema sanitario a sistema sanitario.
Alcuni paesi offrono rimborsi completi per un numero limitato di cicli.
Altri chiedono il pagamento di ticket o coprono solo una parte delle spese.
I centri pubblici totalmente finanziati spesso hanno liste di attesa più lunghe rispetto alle strutture private.
Condizioni specifiche per la PMA eterologa e omologa
La PMA omologa, che usa i gameti della coppia, è permessa nella maggior parte dei paesi europei.
La PMA eterologa, che prevede l’uso di gameti donati, incontra restrizioni molto diverse da paese a paese.
In Italia, dopo le modifiche alla legge originale, oggi sono possibili sia la PMA omologa che quella eterologa.
La crioconservazione dei gameti e il loro utilizzo successivo seguono regole specifiche in ogni paese.
Alcune nazioni chiedono che i donatori di gameti possano essere identificati quando il bambino raggiunge una certa età.
Altre invece garantiscono l’anonimato completo.
Queste differenze influenzano la scelta delle coppie che hanno bisogno di donazione di ovociti o spermatozoi per realizzare il loro percorso di procreazione medicalmente assistita.
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Legislazione sulla procreazione medicalmente assistita in Europa
Le normative europee sulla PMA cambiano molto da uno Stato membro all’altro.
Alcuni paesi permettono l’accesso a coppie eterosessuali, single e coppie omosessuali.
Altri invece limitano i trattamenti solo alle coppie eterosessuali sposate o conviventi.
Diritto all’accesso e tipologie di coppie ammesse
La legislazione sulla PMA varia parecchio tra i paesi europei per quanto riguarda chi può accedere ai trattamenti.
In Spagna, la procreazione assistita è disponibile per coppie eterosessuali infertili, donne single e coppie femminili. Si possono usare sia gameti propri che donati per tecniche come FIV/ICSI.
L’Italia limita l’accesso alle sole coppie eterosessuali infertili.
La Legge 40/2004 stabilisce criteri precisi su chi può ricevere trattamenti di procreazione medicalmente assistita nel paese.
La Francia, dal 2021, permette l’accesso anche a coppie femminili e donne single. Questo rappresenta una svolta rispetto al passato.
Nei Paesi Bassi e in Belgio le restrizioni sono davvero minime.
Germania e Austria mantengono approcci più conservativi.
Chiedono che le coppie siano sposate o in una relazione stabile eterosessuale per accedere a certe tecniche di fecondazione assistita.
Limiti normativi e differenze tra i paesi UE
I limiti di età per accedere alla PMA sono una delle principali differenze tra le normative.
In Italia, l’età massima per le donne è fissata a 50 anni per i trattamenti.
Per il finanziamento pubblico, il limite scende a 46 anni.
La Spagna permette alle donne di accedere ai trattamenti fino all’età della menopausa, di solito intorno ai 52 anni.
L’età minima è fissata a 18 anni sia per donne che per uomini.
Limiti per i donatori di gameti:
| Paese | Donatori di sperma | Donatrici di ovociti |
|---|---|---|
| Italia | 18-40 anni | 20-35 anni |
| Spagna | 18-50 anni | 18-35 anni |
Il numero massimo di bambini nati da un singolo donatore cambia da paese a paese.
In Italia il limite è di 10 bambini per donatore, mentre in Spagna è di 6 bambini.
Impatto delle normative su omologa ed eterologa
La differenza tra fecondazione omologa (con gameti della coppia) ed eterologa (con donazione di gameti) ha un peso legale notevole.
La legge 40 in Italia ha vietato la fecondazione eterologa fino al 2014. Poi la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo quel divieto.
Oggi, in Italia, la donazione di gameti è consentita e l’anonimato è la regola. Le coppie eterosessuali infertili possono accedere alla donazione di sperma e ovociti, ma la donazione di embrioni resta vietata.
La fecondazione omologa si trova disponibile in tutti i paesi europei senza particolari restrizioni. Dal punto di vista normativo ed etico, è la forma di procreazione assistita più accettata.
Molti paesi europei permettono la preservazione della fertilità tramite il congelamento dei propri gameti. In Italia e Spagna, puoi crioconservare i tuoi gameti per usarli in futuro nei trattamenti di PMA.
Ruolo della Legge 40/2004 in Italia e confronto europeo
La Legge 40/2004 ha dato per la prima volta una regolamentazione organica alla procreazione medicalmente assistita in Italia. Ha introdotto il divieto di fecondazione eterologa, poi abolito, e ha imposto limiti alla ricerca sugli embrioni.
L’Istituto Superiore di Sanità gestisce il Registro nazionale della procreazione medicalmente assistita dal 2005. Il registro raccoglie dati su tutti i centri e trattamenti effettuati in Italia, ed è obbligatorio.
Rispetto ad altri paesi europei, la normativa italiana sembra più restrittiva. In Spagna, la legge sulla PMA del 2006 ha reso l’accesso più ampio e ha permesso la donazione anonima di gameti ed embrioni.
I centri PMA in Italia sono 118 pubblici e 210 privati. Il settore privato prevale nettamente.
Dal gennaio 2025, la PMA è entrata nei Livelli essenziali di assistenza. Questo ha ampliato l’accesso ai trattamenti pubblici.
Aspetti economici: Costi e rimborsi della PMA nei diversi paesi
I costi della procreazione medicalmente assistita cambiano parecchio tra i paesi europei. Alcuni sistemi rimborsano tutto, altri invece lasciano tutto a carico delle coppie.
Le differenze economiche influenzano direttamente dove le coppie cercano trattamenti di fertilità.
Ticket sanitari e rimborso delle spese
In Italia, dal 1° gennaio 2025 la PMA è entrata nei Livelli essenziali di assistenza. Ora le coppie pagano un ticket tra 500 e 1.000 euro per ogni ciclo nel sistema pubblico.
Nel privato, i costi salgono parecchio. Le strutture private offrono pacchetti completi e a volte anche finanziamenti, ma i prezzi cambiano molto da centro a centro.
Le spese mediche per la fecondazione assistita sono detraibili sia in Italia che all’estero. Questa detrazione dà una mano a ridurre il peso economico per chi sceglie la procreazione assistita.
Assistenza pubblica, privata e convenzionata
Il sistema pubblico italiano offre la PMA tramite i livelli essenziali di assistenza, ma i tempi di attesa sono lunghi. Le coppie devono decidere se risparmiare aspettando o spendere di più per un servizio più rapido.
Le strutture convenzionate sono una via di mezzo. I prezzi sono più bassi rispetto al privato puro, e di solito i tempi d’attesa sono più brevi rispetto al pubblico.
In Europa, ogni paese fa storia a sé. Alcuni coprono tutto tramite il sistema sanitario nazionale, altri chiedono contributi importanti alle coppie.
Politiche di rimborso transfrontaliere
Le coppie italiane possono chiedere rimborsi per trattamenti di PMA fatti all’estero. Serve però una documentazione precisa e bisogna rispettare alcune condizioni amministrative.
Il rimborso transfrontaliero apre la porta a tecniche non disponibili in Italia o riduce i tempi di attesa. I costi rimborsabili di solito non superano l’importo del trattamento equivalente in Italia.
Le procedure burocratiche per ottenere questi rimborsi non sono sempre semplici. Le coppie devono presentare richieste preventive e documentare tutte le spese fatte all’estero secondo regole specifiche.
Influenza dei costi sulle scelte delle coppie
Le differenze di prezzo spingono molte coppie a cercare trattamenti fuori dai confini nazionali. I paesi con costi più bassi o leggi più permissive attirano persone da tutta Europa.
La donazione di gameti pesa parecchio dal punto di vista economico. Alcuni paesi permettono compensi ai donatori, altri vietano qualsiasi pagamento, e questo cambia sia la disponibilità che i costi.
L’accesso alla PMA dipende molto dalla situazione economica della coppia. Anche con ticket ridotti nel pubblico, bisogna considerare farmaci, esami e magari più cicli.
Le coppie con risorse limitate spesso si trovano a rimandare o rinunciare ai trattamenti per via delle spese previste.

Tipologie di trattamenti e tecniche di PMA
Le tecniche di procreazione medicalmente assistita variano per complessità e invasività. Si va dalla semplice inseminazione artificiale a procedure di laboratorio più avanzate.
La scelta dipende dalla diagnosi di infertilità, dall’età della donna e dalla riserva ovarica.
PMA di primo livello: inseminazione artificiale (IUI)
L’inseminazione intrauterina (IUI) è la tecnica di PMA meno invasiva che le coppie possono scegliere.
Il medico introduce direttamente gli spermatozoi nell’utero durante il periodo fertile della donna.
La fecondazione avviene naturalmente all’interno del corpo femminile. Prima del trattamento, il laboratorio prepara gli spermatozoi per selezionare quelli più mobili.
A volte si usa una stimolazione ovarica leggera per aumentare le probabilità di successo. Questa tecnica si adatta alle coppie con infertilità lieve, problemi di muco cervicale o leggere alterazioni del liquido seminale.
L’inseminazione artificiale non richiede anestesia e costa meno rispetto ad altre procedure.
PMA di secondo e terzo livello: FIVET, ICSI e altre tecniche
Le tecniche di secondo livello prevedono la fecondazione in vitro in laboratorio. La FIVET (fecondazione in vitro con embryo transfer) comporta il prelievo chirurgico degli ovociti dopo stimolazione ovarica e la loro fecondazione fuori dal corpo.
Con l’ICSI (iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi), il biologo inietta un singolo spermatozoo direttamente nell’ovocita. Questa tecnica si usa soprattutto nei casi di infertilità maschile severa.
Entrambe le procedure richiedono monitoraggi ecografici e il prelievo degli ovociti avviene in sedazione. Dopo qualche giorno di coltura, gli embrioni vengono trasferiti nell’utero.
Questi trattamenti sono indicati per ostruzioni tubariche, endometriosi grave o riserva ovarica ridotta.
PMA omologa ed eterologa: differenze principali
Nella fecondazione omologa, la coppia usa i propri gameti. Questa modalità viene preferita quando entrambi producono ovociti e spermatozoi di buona qualità.
La PMA eterologa invece utilizza gameti donati da soggetti esterni. I cicli possono coinvolgere ovociti, spermatozoi o entrambi, a seconda delle necessità.
L’ovodonazione si rende necessaria quando la donna non produce ovociti idonei o la riserva ovarica è esaurita. La donazione di spermatozoi serve in caso di azoospermia o di malattie genetiche maschili.
Le leggi europee sulla PMA eterologa cambiano molto da paese a paese. Alcuni Stati limitano l’accesso solo ai casi di infertilità medica certificata.
Tecniche avanzate: FER, FO, TESA, PGT
Il FER (frozen embryo replacement) consente di trasferire embrioni crioconservati in cicli successivi di scongelamento. In questo modo, si evitano nuove stimolazioni ovariche e si risparmiano tempo e denaro.
La FO (fecondazione con ovociti crioconservati) usa ovociti vitrificati in precedenza. Il TESA (testicular sperm aspiration) prevede un prelievo chirurgico di spermatozoi direttamente dal testicolo, pensato per uomini con azoospermia ostruttiva.
Il PGT (preimplantation genetic testing) permette ai medici di analizzare gli embrioni prima del trasferimento e di individuare eventuali anomalie cromosomiche o genetiche. Questa diagnosi aumenta le probabilità di gravidanza e riduce il rischio di aborti spontanei.
Gli specialisti suggeriscono queste tecniche avanzate alle coppie con fallimenti ripetuti, età materna avanzata o portatrici di malattie genetiche ereditarie.
Requisiti di accesso e limiti: età, cicli, criteri clinici
In Italia, l’accesso alla PMA segue criteri precisi fissati dai Livelli essenziali di assistenza e dalle singole Regioni. Limiti di età, numero di cicli coperti dal Servizio Sanitario Nazionale e requisiti clinici cambiano parecchio da una Regione all’altra.
Limiti di età e numero massimo di tentativi
Le Regioni italiane applicano limiti di età diversi per l’accesso alla PMA. La Legge 40 non mette limiti precisi, ma parla solo di età potenzialmente fertile. I LEA hanno introdotto limiti che vanno dai 43 ai 50 anni per le donne, lasciando spazio a interpretazioni regionali.
Limiti per età e cicli nelle principali Regioni:
| Regione | Età massima eterologa | Età massima omologa | Numero cicli |
|---|---|---|---|
| Veneto | 50 anni | 50 anni | 4 |
| Piemonte | 46 anni | 46 anni | 6 |
| Lombardia | 46 anni | Nessun limite | 3 |
| Emilia Romagna | 46 anni | 46 anni | 6 |
| Lazio | 43 anni | 43 anni | 3 |
| Toscana | 46 anni | 43 anni | 4 |
Il Veneto si mostra la Regione più permissiva con un limite di 50 anni, mentre molte altre si fermano a 43 anni. Il numero di cicli coperti va da 3 a 6, a seconda della zona.
Requisiti clinici per accedere ai percorsi PMA
La procreazione medicalmente assistita richiede requisiti clinici che gli specialisti valutano attentamente. Le tecniche di PMA prevedono la manipolazione di ovociti, spermatozoi o embrioni per ottenere una gravidanza.
Per accedere ai trattamenti, le coppie devono presentare documentazione medica che attesti infertilità o problemi di concepimento. Il decreto 16 dicembre 2004, n. 336 richiede il consenso informato di entrambi i partner.
I medici valutano diversi aspetti: diagnosi di infertilità, storia clinica della coppia, esami ormonali e riserva ovarica. Questi elementi aiutano a scegliere la tecnica di PMA più adatta per ciascuna situazione.
Differenze regionali e disparità nell’accesso
L’accesso alla PMA cambia molto tra le Regioni italiane, creando forti disparità nel diritto alle cure. Alcune Regioni, come il Veneto, permettono l’accesso fino a 50 anni; altre si fermano a 43.
Le motivazioni economiche contano molto: le Regioni scelgono di puntare su chi ha più probabilità di successo. Però, così facendo, limitano la possibilità per il medico di valutare ogni caso singolarmente.
I costi differiscono tra strutture pubbliche e private: i cicli omologhi partono da 3.500 euro, quelli eterologhi da 5.000 e possono superare i 12.000 euro. In Veneto, chi ha un reddito superiore a 29.000 euro paga un ticket sanitario maggiorato di 10 euro.
Impatto della riserva ovarica e condizioni mediche
La riserva ovarica influisce molto sull’accesso e sulle probabilità di successo della PMA. Questo valore indica quantità e qualità degli ovociti disponibili e scende con l’età.
I medici misurano la riserva ovarica con analisi come il dosaggio dell’ormone antimulleriano e il conteggio dei follicoli antrali. Una riserva bassa può cambiare la scelta della tecnica e la decisione di iniziare il trattamento.
Anche le condizioni mediche preesistenti vengono valutate con attenzione prima di iniziare un percorso di PMA. Patologie come endometriosi, sindrome dell’ovaio policistico o problemi uterini richiedono strategie su misura. L’età della donna e le caratteristiche della coppia possono incidere parecchio sull’esito finale.
Tendenze, dati statistici e prospettive future della PMA in Europa
I dati europei sulla procreazione medicalmente assistita mostrano che i trattamenti e i nati aumentano costantemente, anche se le differenze tra i paesi restano marcate. Le tecniche cambiano in fretta e, nel frattempo, le sfide sull’accesso e le regole comuni diventano sempre più evidenti.
Numeri e outcomes: bambini nati da PMA
In Italia, dal 2021 al 2022, le coppie trattate sono cresciute da 86.090 a 87.192. Nel 2022 sono nati 16.718 bambini vivi grazie alla PMA.
I cicli effettuati hanno toccato quota 109.755, in aumento rispetto ai 108.067 dell’anno precedente. Nel 2015 in Europa sono nati 157.500 bambini da PMA, secondo la Società europea di riproduzione umana e di embriologia.
Questi dati sottolineano quanto le tecniche di fecondazione assistita stiano diventando sempre più importanti. In Italia, la maggior parte dei cicli di PMA usa gameti della coppia (94.624 cicli nel 2022).
Di questi, 81.430 sono cicli di II-III livello con formazione di embrioni in vitro. I cicli con gameti donati sono arrivati a 15.131, con un aumento delle coppie trattate da 12.053 a 13.093.
Evoluzione delle tecniche e dei tassi di successo
Le tecniche di crioconservazione hanno cambiato molto l’approccio alla PMA. Il 36,7% dei cicli di II-III livello ora utilizza embrioni crioconservati con la tecnica FER (Frozen Embryo Replacement).
La strategia “freeze-all” si è diffusa, permettendo di conservare embrioni per trasferimenti futuri. L’età media delle donne che affrontano cicli a fresco con gameti della coppia è di 36,7 anni in Italia, più alta della media europea di 35 anni.
Questo dato incide sui tassi di successo e spinge verso un uso maggiore di ovociti donati, con un’età media delle pazienti di 41,9 anni. La percentuale di gravidanze ottenute è calata a causa dell’aumento dell’età materna e delle nuove scelte terapeutiche.
Nonostante tutto, la gravidanza cumulativa mostra un trend positivo dal 2011. Il numero di embrioni trasferiti in utero è diminuito, e così sono calati anche i parti gemellari e trigemini, in linea con gli standard europei.
Ruolo delle banche dati e dell’Istituto Superiore di Sanità
Il Registro nazionale PMA raccoglie e analizza i dati delle strutture autorizzate che applicano le tecniche di procreazione medicalmente assistita. Questi dati comprendono sia i trattamenti di I livello (inseminazione) che quelli di II e III livello (fecondazione in vitro).
La relazione annuale del Ministero della Salute riferita al 2022 riporta dettagli sull’attività con gameti della coppia e con gameti donati. Il monitoraggio continuo aiuta a valutare l’efficacia delle tecniche e a capire dove si può migliorare.
Le banche dati nazionali assicurano la tracciabilità dei trattamenti e degli embrioni crioconservati. L’Istituto Superiore di Sanità coordina la raccolta delle informazioni e punta a standard qualitativi uniformi nella registrazione dei dati.
Questo sistema permette confronti tra centri e Regioni, mettendo in luce anche le disparità nell’offerta di servizi.
Prospettive di uniformazione europea
Le leggi nazionali sulla PMA in Europa sono molto diverse tra loro, tanto che ormai serve davvero un percorso di armonizzazione. Italia, Spagna, Grecia e Portogallo stanno valutando possibili sviluppi normativi coordinati per facilitare l’accesso ai trattamenti.
La distribuzione dei centri PMA in Europa resta disomogenea. In Italia, solo il 32,5% dei centri di II e III livello esegue più di 500 cicli all’anno, contro una media europea del 50,1%.
Le Regioni del Nord offrono più cicli per milione di donne in età fertile rispetto al Sud. Il 62,7% dei cicli di II-III livello con gameti della coppia si svolge in centri pubblici o convenzionati in Italia.
Per i cicli con gameti donati, invece, il 72,5% avviene in strutture private. L’obiettivo è migliorare l’accessibilità e ridurre le differenze regionali nei percorsi PMA.
La preservazione della fertilità sta diventando una priorità per le future politiche europee. Un’uniformazione delle normative faciliterebbe la mobilità dei pazienti e garantirebbe standard qualitativi simili in tutti i paesi membri.
Frequently Asked Questions
I costi dei trattamenti cambiano parecchio da un paese europeo all’altro. Le differenze tra strutture pubbliche e private possono essere davvero notevoli.
Le normative variano da stato a stato, e questo rende tutto ancora più complicato per chi cerca informazioni sulla PMA.
Quali sono i costi medi per un trattamento di PMA nei diversi paesi europei?
I prezzi dipendono molto dal paese e dal tipo di struttura. In Italia, i centri pubblici chiedono un ticket tra 500 e 1.000 euro.
I centri privati propongono invece pacchetti completi, ma i costi salgono.
Dal 1° gennaio 2025, la PMA è entrata nei Livelli essenziali di assistenza in Italia. Questo rende i trattamenti più accessibili alle coppie italiane.
Nei centri pubblici però bisogna aspettare anche 12-24 mesi.
I pazienti devono considerare pure i costi dei farmaci. In Italia, il sistema sanitario pubblico copre solo una parte di queste spese.
L’importo finale dipende dalla regione.
Come variano le leggi sulla procreazione medicalmente assistita tra i vari stati dell’Unione Europea?
Le questioni etiche e legali sulla PMA cambiano da Stato a Stato, anche se una direttiva europea dà alcune regole di base sull’uso di tessuti e cellule umane.
Ogni paese però decide in autonomia.
In Italia, solo le coppie eterosessuali infertili possono accedere ai trattamenti di PMA.
In Spagna invece anche le donne single e le coppie femminili possono accedere alla maggior parte delle tecniche.
Svezia, Regno Unito e Belgio permettono sia l’utilizzo di embrioni umani per ricerca scientifica sia la loro creazione. Queste scelte riflettono idee etiche molto diverse tra i paesi europei.
Quali sono le restrizioni sull’accesso ai trattamenti di PMA in Europa?
Le restrizioni principali riguardano lo stato civile, l’orientamento sessuale e l’età delle pazienti.
In Italia, solo le coppie eterosessuali con problemi di infertilità possono accedere.
La legge italiana non permette la donazione di embrioni, però consente la donazione di spermatozoi e ovociti con la regola dell’anonimato. La surrogazione resta vietata.
Anche in Spagna vige l’anonimato per le donazioni, ma la legislazione è più aperta.
I donatori di sperma devono avere tra 18 e 50 anni. Le donatrici di ovociti tra 18 e 35 anni.
Esistono limiti d’età per accedere ai trattamenti di procreazione medicalmente assistita nei paesi europei?
In Italia, le donne possono accedere ai trattamenti fino a 50 anni. Per i finanziamenti pubblici, il limite scende a 46 anni, sia per i cicli omologhi che per quelli con donatore.
La Spagna stabilisce un’età minima di 18 anni per tutti. L’età massima per le donne coincide con la menopausa, di solito intorno ai 52 anni.
Anche i donatori hanno limiti precisi. In Italia, i donatori di sperma devono avere tra 18 e 40 anni. Le donatrici di ovociti tra 20 e 35 anni.
In quali paesi europei è permessa la donazione di gameti (spermatozoi e ovuli) e quali sono le relative condizioni?
Italia, Spagna e Francia permettono la donazione di gameti, ma le regole cambiano da paese a paese.
L’anonimato resta la regola generale in Italia e Spagna per entrambi i tipi di donazione.
In Italia, ogni donatore può contribuire alla nascita di massimo 10 bambini. In Spagna il limite scende a 6 bambini per donatore, con controlli più severi.
I centri devono rispettare limiti precisi per età e salute dei donatori.
Le donatrici di ovociti in Spagna possono avere fino a 35 anni. In Italia il limite è lo stesso.
È possibile accedere in Europa a trattamenti di PMA per single e coppie omosessuali?
L’accesso alla PMA cambia parecchio a seconda dell’età, della situazione familiare e dell’orientamento sessuale nei vari paesi europei.
In Italia, purtroppo, le donne single e le coppie omosessuali non possono accedere a questi trattamenti.
La Spagna invece apre le porte sia alle donne single sia alle coppie femminili, offrendo quasi tutte le tecniche di PMA.
Tra queste ci sono FIV/ICSI con gam…
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